C’è un momento, spesso brevissimo, in cui il cane “parla” chiarissimo, eppure quasi nessuno lo ascolta. Non è un ringhio, non è un abbaio, non è nemmeno quel famoso scodinzolio che ci fa pensare subito alla felicità. È un micro-segnale, a volte dura un secondo, e può cambiare completamente l’esito di una situazione.
Il segnale più sottovalutato: quel leccarsi rapido di naso e labbra
Tra tutti i messaggi corporei, uno dei più ignorati è il leccarsi il naso o le labbra. Spesso lo vediamo e pensiamo “che carino” o “avrà fame”. In realtà, molto spesso è un segnale di stress e disagio: il cane sta cercando di scaricare tensione, oppure sta dicendo che qualcosa lo mette a disagio.
Succede in mille contesti quotidiani: quando lo abbracciamo, quando lo fissiamo negli occhi, quando un bambino gli si avvicina troppo, quando arriva un ospite e lo “sommerge” di attenzioni. Il cane non sta facendo il difficile, sta comunicando.
E il punto è questo: se quel segnale passa inosservato, il cane può salire di livello.
La scala dei segnali: prima sussurra, poi urla
I cani non partono quasi mai “forte”. Prima provano a essere educati. A pacificare. A chiedere spazio.
Tra i segnali calmanti e di disagio più comuni, oltre al leccarsi, trovi spesso:
- Sbadigliare fuori contesto (non è sonno, è tensione)
- Girare lo sguardo o la testa, come a dire “non voglio scontro”
- Rallentare i movimenti, diventare improvvisamente “lenti”
- Annusare per terra all’improvviso, come distrazione calmante
- Irrigidire il corpo per un attimo, anche se la coda si muove
Questi segnali sono come un semaforo giallo. Non è “tutto ok”, è “stiamo andando oltre”.
Occhi: lo sguardo morbido e l’“occhio di balena”
Gli occhi raccontano tanto, e spesso li interpretiamo al contrario. Uno sguardo morbido che si interrompe, con il cane che distoglie, è spesso un gesto di pacificazione. È il suo modo di dire: “Non ti sfido, abbassiamo i toni”.
Poi c’è un segnale più evidente, che molti notano solo quando la tensione è già alta: l’occhio di balena, quando si vede molto bianco dell’occhio perché la testa è girata ma gli occhi restano puntati. Qui il cane è in stress marcato, e di solito ci è arrivato dopo che i segnali più leggeri sono stati ignorati.
Se ti interessa capirli meglio, pensa alla comunicazione canina come a un linguaggio fatto di sfumature, molto vicino al concetto di linguaggio non verbale.
Coda e corpo: lo scodinzolio non è sempre gioia
Questa è una delle “trappole” più comuni. Scodinzolare non significa automaticamente felicità. Conta come lo fa e con tutto il resto del corpo.
Osserva questi dettagli:
- Coda rigida e scodinzolio velocissimo: spesso è agitazione, non serenità
- Corpo teso, muscoli duri, peso in avanti: eccitazione o allerta
- Coda bassa o tra le gambe: paura, richiesta di distanza
- Postura rigida “a statua”: il cane si sta trattenendo
Quando vedi una coda che si muove, chiediti: il resto del cane è morbido o contratto?
Cosa succede se ignoriamo questi segnali
Il bello e il brutto è che molti comportamenti “improvvisi” non lo sono affatto. Se un cane inizia a:
- fare distruzione in casa,
- sporcare con bisogni dove non dovrebbe,
- diventare iperattivo o ingestibile,
- mostrare reazioni difensive,
spesso non è “cattivo” né “vendicativo”. È stress accumulato, comunicazione non ascoltata, pressione che cresce. Quel leccarsi di naso che sembrava niente era il primo avviso.
Come rispondere nel modo giusto (senza fare drammi)
Quando noti uno o più segnali di disagio, puoi fare molto con piccoli gesti:
- Riduci la pressione: un passo indietro, voce più bassa, movimenti lenti
- Interrompi le invasioni: niente abbracci, niente carezze sulla testa, niente sguardo fisso
- Dai una via d’uscita: spazio fisico, una zona tranquilla, la possibilità di allontanarsi
- Premia la calma: rinforza i momenti di rilassamento, non l’esplosione di eccitazione
Con il tempo succede una cosa bellissima: il cane capisce che lo ascolti, e non ha bisogno di “alzare il volume”. E tu inizi a vedere segnali che prima ti sembravano invisibili, come se improvvisamente avessi imparato un nuovo alfabeto.




