Come evitare che il cane tiri al guinzaglio: il trucco che funziona in pochi giorni

Ti è mai capitato di uscire pieno di buone intenzioni e ritrovarti, dopo trenta metri, trascinato come un aquilone? Io ci sono passato, e la parte “strana” è che spesso non è il cane a essere “testardo”, è il guinzaglio che gli sta insegnando la lezione sbagliata. La buona notizia è che puoi ribaltare tutto con un trucco semplicissimo, e i primi segnali arrivano davvero in pochi giorni, se sei costante.

Perché il cane tira (e perché non lo fa “per dispetto”)

Prima di correggere, vale la pena capire cosa stai vedendo:

  • Eccitazione e curiosità: odori, rumori, altri cani, tutto sembra urgente. L’istinto esplorativo è fortissimo.
  • Mancanza di educazione al guinzaglio: se nessuno gli ha mai insegnato cosa significa “camminare insieme”, lui prova la strategia che funziona, tirare.
  • Abitudine rinforzata: se tirando arriva prima al parco o annusa quel cespuglio, ha imparato che lo strattone paga.
  • Attrezzatura scomoda: collari stretti o soluzioni coercitive aumentano tensione e reazioni. Anche un guinzaglio “rumoroso” o difficile da gestire può peggiorare tutto.

In pratica, tirare è spesso un mix di energia, esperienza e comunicazione confusa. E qui entra la soluzione.

Il trucco che cambia tutto: “tirare non porta da nessuna parte”

Il cuore della tecnica, conosciuta anche come “non assecondare il tiro” o “Bastian contrario”, è disarmante:

ogni volta che il guinzaglio si tende, tu ti fermi.

Non strattoni, non rimproveri, non “vinci la forza”. Semplicemente, blocchi il movimento. Il cane scopre che il tiro spegne la passeggiata, mentre il guinzaglio morbido la fa ripartire.

Questa è una forma di rinforzo positivo applicata con coerenza, premi ciò che vuoi vedere, togli l’accesso a ciò che rinforza il comportamento sbagliato.

Attrezzatura: piccole scelte, grande differenza

Prima di partire, sistema la base:

  • Guinzaglio fisso da 1,5 a 3 metri, meglio se regolabile e senza accessori che sbattono.
  • Pettorina a H o “alla romana”, comoda e non opprimente. Evita soluzioni che stringono o provocano disagio.
  • Se hai un cane molto “esplosivo”, un modello con leggera elasticità può aiutare, ma non sostituisce l’educazione.

Obiettivo: un set che favorisca un guinzaglio morbido e movimenti fluidi.

Passo-passo: come farlo funzionare in pochi giorni

1) Parti già calmo

Prima di uscire, chiedi un “seduto” o qualche secondo di quiete. Aggancia il guinzaglio con gesti lenti, poi esci tu per primo. Stai impostando il tono.

2) Cammina come se avessi un filo di seta in mano

Tieni il guinzaglio vicino al corpo, senza tensione, con una lunghezza che permetta al cane di muoversi senza prendere “slancio”.

3) Quando tira, stop immediato

Appena senti tensione:

  1. Fermati.
  2. Aspetta un attimo, poi richiamalo al fianco con un gesto o una parola tranquilla.
  3. Appena torna e il guinzaglio torna morbido, premia subito (bocconcino, lode, carezza).

Il timing è tutto: la ricompensa deve arrivare nell’istante in cui fa la scelta giusta.

4) La variante “Bastian contrario”: cambia direzione

Se continua a fissarsi su una meta:

  • gira di colpo e vai dall’altra parte,
  • oppure fai qualche passo indietro.

Non è una punizione, è un modo per dire: “se mi trascini, perdi l’orientamento, se mi segui, la passeggiata scorre”.

5) Sessioni brevi e intelligenti

Per i primi giorni funziona meglio così:

  • 10-20 minuti,
  • in zone tranquille (prati, strade poco stimolanti),
  • con cambi di percorso per mantenere attenzione.

Metti in conto che all’inizio ti fermerai decine di volte. È normale, ed è proprio lì che si “accende” l’apprendimento.

Errori comuni che sabotano i risultati

  • Fare “eccezioni” quando sei di fretta: una sola volta può rinforzare il tiro per giorni.
  • Strattonare: crea opposizione e aumenta l’eccitazione.
  • Parlare troppo: comandi continui diventano rumore. Poche parole, chiare.
  • Punire: alza lo stress, e spesso peggiora il comportamento.

In quanto tempo si vedono i risultati?

Con costanza quotidiana, molti cani mostrano un miglioramento già in pochi giorni: non diventa perfetto subito, ma noterai più spesso quel momento magico in cui il cane “sceglie” di rientrare e guardarti. Da lì, il resto è consolidamento.

Quando chiedere aiuto

Se il cane è molto reattivo, ha paura, o il tiro è legato a ansia e aggressività, un educatore cinofilo può accelerare tutto e personalizzare il percorso.

Ecco il punto che vale oro: tu non stai solo insegnando a non tirare, stai insegnando che stare con te è la strada più veloce per ottenere ciò che desidera. E quando il cane lo capisce, la passeggiata smette di essere una lotta e torna a essere, finalmente, una piccola avventura condivisa, un passo alla volta.

Redazione Farmacia Notizie

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