Queste vecchie porcellane decorate a mano ora valgono cifre incredibili: controlla i marchi nascosti sotto la base

Ti è mai capitato di aprire una vecchia credenza, o una scatola in cantina, e trovare un piatto “bello ma inutile”, una tazzina spaiata, una statuina che nessuno vuole più esporre? Ecco, a volte proprio lì si nasconde una sorpresa: alcune porcellane antiche decorate a mano oggi possono valere da poche centinaia a decine di migliaia di euro. Il trucco, spesso, è tutto sotto la base.

Il punto di partenza: capovolgila e cerca i marchi

Il valore non nasce solo dall’estetica, ma dall’identità. Molte manifatture lasciavano un marchio nascosto (o poco visibile) sotto il fondo: simboli, iniziali, numeri, a volte persino scritte in blu cobalto.

Ecco cosa controllare per primo, con calma e buona luce:

  • Meissen: celebre per i rilievi e i dettagli finissimi, il marchio varia nel tempo e le differenze contano.
  • Ginori (Doccia): forme curate e pitture con scene e micro-dettagli che “respirano”.
  • Capodimonte: amatissima, ma va distinta con attenzione, i pezzi documentati e ben datati sono un altro pianeta.
  • Limoges, Royal Worcester, Sèvres: tradizioni europee, spesso con decorazioni policrome e dorature.
  • Giappone e Cina: Imari, Arita, Kakiemon, Imaemon, e per la Cina i marchi imperiali (spesso a sei caratteri) legati a dinastie come Ming e Qing.
  • Altri nomi da non sottovalutare: Rosenthal, Royal Doulton, Lenox, soprattutto se la qualità è alta e la datazione è chiara.

Un dettaglio che molti ignorano: per alcune porcellane orientali blu e bianche con attribuzione solida, i valori possono salire davvero, anche oltre quello che ci aspetteremmo da un semplice vaso “da nonna”.

Decorazione a mano o decalcomania? I segnali che fanno la differenza

Qui entra in gioco l’occhio. E sì, all’inizio sembra complicato, ma dopo pochi controlli ti viene naturale.

Cerca questi indizi tipici della decorazione manuale:

  1. Imperfezioni “vive”: petali simili ma non identici, foglie con piccole variazioni, sfumature non perfettamente uniformi.
  2. Stratificazione: paesaggi con profondità, cieli con passaggi di colore, ombre e dettagli che non sembrano stampati.
  3. Oro zecchino: le linee dorate, se fatte a mano, spesso mostrano micro-discontinuità o un lieve “spessore” percepibile.
  4. Ripetizione sospetta: se due decori sono identici al millimetro, spesso siamo davanti a stampa o decal.

Una parola che torna sempre, parlando di valore, è porcellana: non è solo materiale, è cultura, tecnica, storia, e il mercato la tratta di conseguenza.

Condizioni, rarità e provenienza: il trio che decide il prezzo

Puoi avere il marchio giusto, ma se il pezzo è rovinato, la magia svanisce. Le condizioni contano tantissimo:

  • niente sbeccature sul bordo
  • niente crepe “a ragnatela”
  • restauri solo se dichiarati e non invasivi
  • attenzione al suono, una porcellana sana spesso “canta” se sfiorata delicatamente

Poi c’è la rarità: serie limitate, forme insolite, decori particolarmente complessi, oppure servizi incompleti ma di una linea ricercata. Infine la provenienza: fatture, certificati, vecchie perizie, anche una foto d’epoca o una storia familiare ben tracciata possono aiutare, e a volte pesano sul prezzo più di quanto immagini.

Quanto possono valere? Fasce indicative (se autentiche e ben tenute)

TipologiaFascia di prezzo
Piatti francesi inizio ’900€350-360
Piccole sculture fine ’800circa €700
Pezzi rari orientali blu e biancodecine di migliaia di euro
Coppia vasi cinesi inizio ’900 firmati€450
Coppia Mori italiani inizio ’900€1.900

Sono cifre indicative, perché il mercato cambia con la domanda, le mode dell’interior design, e la qualità reale del singolo esemplare.

Cosa fare adesso (senza farsi fregare)

Se pensi di avere tra le mani qualcosa di interessante, ecco una mini-routine pratica:

  • fotografa bene base, marchio, dettagli, eventuali numeri
  • confronta con cataloghi e risultati d’asta, non solo con annunci “sparati”
  • evita pulizie aggressive, soprattutto su dorature e parti dipinte
  • per pezzi promettenti, chiedi una valutazione a un perito o a una casa d’aste specializzata

La domanda del titolo, in fondo, ha una risposta semplice e concreta: quelle cifre “incredibili” nascono quasi sempre dall’incontro tra marchio giusto, decorazione realmente a mano, condizioni eccellenti e provenienza verificabile. E il bello è che, a volte, tutto questo sta già in casa tua, solo capovolto e ignorato da anni.

Redazione Farmacia Notizie

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