Monete da 5 lire con delfino: se trovi questa variante hai un tesoro

Ti sarà capitato almeno una volta: svuoti un vecchio salvadanaio, rovisti in un cassetto ereditato, o apri una scatola di bottoni e, tra cose dimenticate, spunta una monetina leggerissima con un delfino. Sembra niente. E invece, se è “quella” giusta, può trasformarsi in un piccolo colpo di scena.

Perché tutti cercano proprio la 5 lire col delfino del 1956

Tra le 5 lire con delfino, la variante che fa davvero battere il cuore ai collezionisti è la 1956. Il motivo è semplice e spietato: è rara sul serio. La sua tiratura di circa 400.000 esemplari la rende una delle annate più difficili da incontrare in circolazione, e quando appare sul mercato, soprattutto in condizioni eccellenti, attira subito attenzione.

È qui che nasce l’idea del “tesoro”: non perché ogni 5 lire valga una fortuna, ma perché una piccola differenza, l’anno, può cambiare tutto.

Identikit della moneta: come deve essere fatta (e perché è così leggera)

La 5 lire delfino è coniata in Italma, una lega a base di alluminio. In mano dà quasi l’impressione di essere “vuota”, e proprio questa leggerezza è uno dei suoi tratti più riconoscibili.

Ecco le specifiche tecniche da tenere a mente:

  • Diametro: 23 mm
  • Peso: 5 g
  • Materiale: Italma (lega a base di alluminio)

Sul lato con il valore trovi un delfino stilizzato accanto al numero “5”. Dall’altra parte, il busto della Repubblica con la scritta “REPVBBLICA ITALIANA”. In molte descrizioni si parla anche del timone come elemento del disegno, un richiamo marinaro che rende questa serie immediatamente riconoscibile e molto amata.

Se vuoi inquadrare meglio il mondo in cui si muove questa valutazione, la parola chiave è numismatica, perché qui contano dettagli, stato di conservazione e rarità, non solo l’“età” dell’oggetto.

Quanto vale davvero la 5 lire 1956? La forbice che sorprende

Il valore della 1956 non è fisso: dipende in modo decisivo dalla conservazione. La stessa moneta, con gli stessi rilievi e lo stesso anno, può valere decine di euro o migliaia.

Indicativamente:

  • MB (Molto Bella, circolata): 60-150 €
  • qFDC/SPL (intermedia): 300-1.000 €
  • FDC (Fior di Conio): 2.000-3.500 € e oltre

Quel “e oltre” va interpretato con cautela. I prezzi più alti sono credibili quando la moneta è davvero eccezionale, senza segni, con brillantezza originale, e soprattutto con provenienza tracciabile, tipicamente tramite aste o perizie. In altre parole, non basta che “sembri nuova”, deve esserlo per davvero.

Il trucco della luce: come capire se hai tra le mani un buon esemplare

Se hai trovato una 5 lire 1956, prima di correre a fare conti, fai un controllo pratico, quasi da detective domestico. Gli esperti guardano soprattutto tre punti:

  1. Bordi: sono i primi a rovinarsi, basta poco perché perdano definizione.
  2. Rilievi: il delfino deve avere contorni leggibili e netti, non “impastati”.
  3. Superficie: l’alluminio non circolato mantiene una brillantezza particolare, quasi satinata.

Un metodo semplice è la luce radente: inclina la moneta sotto una lampada. Se i rilievi “saltano fuori” con chiarezza e la superficie non mostra graffi diffusi, potresti essere su una pista interessante.

E le altre annate? Qui si capisce perché la 1956 è speciale

La maggior parte delle 5 lire delfino è comune. Dal 1960 in poi, spesso si parla di monete che valgono poco, a volte 1-3 €, perché ne sono state coniate quantità enormi per decenni.

Un esempio che rende l’idea: il 1954 ebbe una tiratura gigantesca, circa 436.400.000 esemplari, ed è tra le annate più facili da trovare. Ecco perché il 1956 spicca come un’anomalia, rara, desiderata, e capace di alzare il valore in modo drastico.

Cosa fare se pensi di averla trovata

Se l’anno è 1956, la mossa più intelligente è evitare pulizie e “lucidature”, che possono ridurre il valore. Mettila in una bustina protettiva e valuta un controllo da un professionista o un confronto con cataloghi aggiornati e risultati d’asta.

Perché sì, quella monetina leggerissima con il delfino, se è la variante giusta e nelle condizioni giuste, può davvero essere un piccolo tesoro. E la parte più bella è proprio questa: potresti scoprirlo in un cassetto, un pomeriggio qualunque.

Redazione Farmacia Notizie

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