Ti confesso che quando ho iniziato a leggere le anticipazioni sulle regole 2026 legate alla Legge 104, ho avuto la classica sensazione da “ok, qui cambia davvero qualcosa”. Non solo più tempo per visite e terapie, ma anche più soldi in alcune situazioni, e soprattutto controlli molto più rapidi e automatici. Il punto è semplice: dal 2026 si allargano alcune tutele, però si restringe lo spazio per errori burocratici.
Cosa cambia davvero dal 2026 (e perché se ne parla tanto)
Le novità ruotano attorno a tre assi, permessi e congedi, bonus e incrementi, controlli digitali.
Le misure sono collegate alla Legge 106/2025 e a indicazioni operative che, in parte, attendono ancora circolari applicative. Quindi alcuni importi restano “indicativi” finché non arriva il dettaglio ufficiale, ma l’impianto generale è chiaro.
Permessi: ai 3 giorni si aggiungono ore extra per cure e terapie
La parte più concreta, e anche più utile nella vita reale, è questa:
- restano i 3 giorni di permesso retribuito al mese (nei casi previsti),
- si aggiungono 10 ore annue extra dedicate a cure, terapie, visite ed esami.
L’idea è rendere più gestibile la quotidianità: non sempre serve un’intera giornata di permesso, a volte bastano due ore per una visita o una seduta di terapia. In alcune situazioni queste ore potrebbero essere fruibili con maggiore flessibilità, anche con logiche “mensili” a seconda dei profili e delle istruzioni applicative.
Cosa fare subito nella pratica
- verifica che il verbale 104 sia coerente con la situazione attuale,
- conserva prenotazioni, attestazioni di presenza e documentazione sanitaria, perché con i controlli automatici sarà tutto più “tracciabile”.
Congedo: più respiro, fino a 24 mesi
Altra novità che può cambiare l’organizzazione familiare: il congedo viene esteso fino a 24 mesi, utilizzabili in modo continuativo o frazionato.
Chi assiste un familiare con disabilità grave sa quanto conti poter “spezzare” il tempo, ad esempio alternando periodi intensi di assistenza a fasi più stabili. Il 2026 punta proprio a questo: più elasticità, almeno sulla carta, e una durata massima più ampia.
Bonus e agevolazioni: più sostegno, con requisiti più rigorosi
Sul fronte economico emergono tre voci principali.
Bonus da 4.500 euro
Destinato a persone con disabilità grave e, in alcune configurazioni, ai familiari assistenti. Richiede quasi certamente un mix di verbale 104, ISEE e stato di famiglia, con domanda su canali telematici.Assegno di inclusione, piccoli incrementi
Si parla di un aumento indicativo intorno ai 130 euro l’anno per i nuclei idonei. Non è una cifra che “svolta” tutto, però può incidere sulle spese ricorrenti, farmaci, trasporti, piccole assistenze.Agevolazioni “storiche” che restano centrali
- bonus auto e mobilità, con detrazione IRPEF 19% (fino a 18.075,99 euro), IVA al 4%, possibili esenzioni su bollo e IPT per gravi invalidità,
- un bonus assistenza citato intorno ai 4.000 euro per non autosufficienti, ma qui saranno decisivi i dettagli operativi.
Barriere architettoniche: qui la stretta è netta
Se c’è una voce che “punge”, è la detrazione per barriere architettoniche:
- fino a fine 2025 resta al 75%,
- dal 2026 scende al 50%, salvo proroghe.
Tradotto: chi sta pianificando lavori (rampe, ascensori, adeguamenti) potrebbe voler valutare tempi e preventivi con attenzione.
Controlli INPS digitali: meno tolleranza per incongruenze
Da gennaio 2026 entrano verifiche digitali automatiche incrociando dati, con un approccio più rapido rispetto ai controlli tradizionali. Il riferimento operativo è l’INPS.
Il rischio non è “il controllo” in sé, ma l’incongruenza: un ISEE non aggiornato, uno stato di famiglia non coerente, un verbale non allineato. In caso di irregolarità possono arrivare revoca dei benefici, restituzione delle somme e sanzioni.
Schema rapido delle differenze
| Misura | Fino al 2025 | Dal 2026 |
|---|---|---|
| Permessi | 3 giorni/mese | + 10 ore annue per cure e visite |
| Detrazione barriere | 75% | 50% (salvo proroghe) |
| Controlli | più spesso manuali | digitali automatici |
La mossa più intelligente: prepararsi prima
Se dovessi darti una sola regola, sarebbe questa: nel 2026 vincerà chi ha la documentazione in ordine. Aggiorna ISEE, verifica stato di famiglia, controlla il verbale 104, e conserva prove delle prestazioni sanitarie collegate ai permessi. Così le nuove ore extra e i bonus diventano un vantaggio reale, non una corsa a ostacoli.




